Il Centro con La Lectura Dantis Scaligera si propone di contribuire allo sviluppo e all’apprendimento degli studi danteschi in vista del Settimo Centenario della morte del Poeta.

Anno Accademico 2020/21

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Lunedì 31 Maggio 2021, ore 15.00 (in modalità a distanza)

I combattenti per la fede e la salita al cielo di Giove; Paradiso, canto XVIII

prof.a Albertina Cortese

Dopo il grande discorso di Cacciaguida sul destino futuro di Dante e sul suo mandato di natura profetica, il XVIII canto inizia con sette terzine che esaltano la bellezza degli occhi di Beatrice, per continuare poi con l'ultimo intervento del trisavolo, dove verranno presentati i grandi protagonisti storici del Cielo di Marte. Sono, naturalmente, tutti uomini d'armi, due appartenenti alla storia antica di Israele, Giosuè e Maccabeo, sei appartengono alla storia cristiana: Carlomagno e Orlando, Guglielmo d'Orange e il saraceno convertito Rinaldo, Goffredo di Buglione e il normanno Roberto il Guiscardo. Termina al v. 51 il lungo e fondamentale incontro con il suo antenato, cavaliere crociato e santo.
Quando Dante si volge "per vedere in Beatrice il mio dovere", nota che essa appare ancora più splendente perché mentre volano ancora più in alto aumenta la sua bellezza. Si accorge infatti che con un più ampio giro stanno entrando in un nuovo Cielo dove il rosso dell'atmosfera di Marte si stempera nel bianco di Giove. Volando, le anime, simili a uccelli, cantano disegnando nel cielo la figura dell'inizio del libro sapienziale della Bibbia: "Diligite iustitiam qui iudicatis terra". Poi altre luci scendono dal cielo e vanno a posarsi "dove era il colmo de l'emme" e altre, a migliaia, come faville di ciocchi arsi, si accalcano su quella emme fino a formare il colmo e la testa di un'aquila. Intanto gli altri beati che formavano la biblica iscrizione completano la figura sacra e simbolica e Dante commosso innalza una supplica alla giustizia di Dio pregando "la milizia del ciel" affinché possa terminare il cattivo esempio che proviene dal Papa, non più seguace di Pietro e Paolo, ma del fiorino, dove i fiorentini hanno sacrilegamente marcata l'immagine del Battista.



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Opere di pregio

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