Il Centro con La Lectura Dantis Scaligera si propone di contribuire allo sviluppo e all’apprendimento degli studi danteschi in vista del Settimo Centenario della morte del Poeta.

Anno Accademico 2020/21

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Lunedì 15 Febbraio 2021, ore 15.00 (in modalità a distanza)

Contro la leggerezza, monito ai cristiani. Volo verso Mercurio; Paradiso, canto V

prof.a Carmela Puntillo

Vv 1-12: L'incipit, che si riallaccia a Pd. III, 1-6 e a Pd. IV 139-142, ripropone il tema dell'amore che si manifesta attraverso il fiammeggiante degli occhi e "procede da perfetto veder". Si tratta di quattro bellissime terzine che introducono l'ultima disquisizione teologica di Beatrice in risposta al quesito di Dante "se l'uomo può sodisfarvi/ai voti manchi con altri beni" (vv, 136-137), cosa impossibile perché "lo maggior don che Dio per sua larghezza/fesse creando... fu de la volontà la libertate" (vv 19-22).

Vv 13-84: È l'ultima parte della sosta nel cielo della Luna dove Beatrice, ribadendo l'impossibilità di commutare i voti (volontà assoluta), chiarisce che la Chiesa ha la facoltà di sostituire la materia (volontà relativa). Seguono a conclusione del discorso teologico due esortazioni, una generale per "li mortali" e una specifica per "i Cristiani", a considerare la gravità dei voti e a pesare la propria capacità di fedeltà all'impegno preso con Dio.
Vv 84-139: La seconda parte del canto illustra la transizione mirabile al cielo di Marte con l'incontro di altre anime "come 'n peschiera' ch'è tranquilla e pura/traggonsi i pesci" (100-101), e in particolare con l'anima di Giustiniano Imperatore, che sarà "cantore" di tutto il canto successivo. 


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Opere di pregio

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