Il Centro con La Lectura Dantis Scaligera si propone di contribuire allo sviluppo e all’apprendimento degli studi danteschi in vista del Settimo Centenario della morte del Poeta.

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Lunedì 11 Gennaio 2021, ore 15.00 (in modalità a distanza)

Paradiso terrestre: ultime rivelazioni; Purgatorio, canto XXXIII

prof.a Albertina Cortese

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L'ultimo canto del Purgatoriorio, riallacciandosi alla visione del gigante e della meretrice, inizia col salmo 78 sulla rovina di Gerusalemme, cantato dalle sette Virtù piangenti ed ascoltato con dolore da Beatrice, che predice l'allontanamento del papa da Roma ma anche il suo ritorno. Questa Beatrice, maestra e guida di Dante, lo rende partecipe di un grande vaticinio: il drago che ha sconquassato il carro della Chiesa pagherà la sua colpa e allo stesso tempo l'impero riavrà un erede, sarà un Dux che ucciderà la Curia corrotta e il suo corruttore. Intanto sono giunti davanti ad una fontana dalla quale discendono due fiumi, il Lete' e l'Eunoe. Matelda, guida del Paradiso Terrestre, non spiega di che acqua si tratti, ma immerge Dante nell'Eunoe' che "la tramortita sua vita ravviva". Il canto si chiude con il gaudio del Poeta che esce dall'acqua "rifatto sì come piante novelle / rinovellalte di novella fronda, / puro e disposto al salir le stelle". E con il lemma "stelle", comune a tutte e tre le cantiche, termina il Purgatorio e la sosta del Poeta nei due regni riguardanti le anime "post mortem" che occupano due parti sconosciute e inconoscibili della Terra, prima di iniziare il viaggio aereo fra pianeti e stelle, proiettato dalla Grazia verso la diretta visione del Creatore.

E. C. La sua colpa e allo stesso tempo, Impero, rinovellate.

 

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STRUTTURA DEL PURGATORIO

Opere di pregio

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