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Lunedì 21 Dicembre 2020, ore 15.00 (in modalità a distanza)

Paradiso terrestre: l’incontro con Beatrice: Purgatorio, canto XXX

prof.a Albertina Cortese

Dopo la lunga e faticosa salita dell'Antipurgatorio, dopo le durissime espiazioni del Purgatorio, Dante ha pensato di collocare l'Eden giardino di felicità, donata da Dio all'uomo, in cima alla stessa montagna.
Sappiamo che la caduta nel peccato ha comportato per l'uomo la cacciata dall'Eden: ora nel momento in cui il poeta vi mette piede, lo immagina bellissimo, chiuso, abitato solo da una creatura, Matelda. Ma qual è il significato del corteo trionfale che vi immagina e a chi è concesso il trionfo?
Dal tipo di corteo che vi viene rappresentato, con candelabri che camminano, con un grifone al tiro di un carro attorniato da quattro animali mostruosi, si capisce che si tratta di una rappresentazione apocalittica.
Inoltre il corteo trionfale presenta fasi di cambiamento, è metamorfico. All'inizio si presenta in maestà: il carro sacro è la Chiesa, trascinata dal Dio uomo Cristo. E' la Chiesa la sposa di Cristo, la "sponsa de Libano" unita a Colui che tutti acclamano come "Benedictus qui venis". Ne consegue che nell'Eden perduto per Adamo viene rappresentata la redenzione che Cristo ha offerto alla sua sposa.
Per spiegare il significato di questa sacra rappresentazione e di tutto ciò che sarà concesso allo "Scriba Dei" di vedere in Paradiso, è stata inviata una santa guida, Beatrice, che richiederà per questo dono altissimo una purificazione intellettuale totale.
Questa prima fase del trionfo metamorfico è raccontata nel Canto XXX.
Come le sette stelle dell'Ora Maggiore, sette candelabri aprono il cammino del corteo e quando giungono davanti a Dante si fermano, cosicché egli può contare dietro a loro 24 segnori allineati a due a due: sono i 24 libri dell'Antico Testamento. Uno dei seniori, l'autore del Cantico dei Cantici, cioè Salomone, intona il "veni sponsa de Libano". Adesso rispondono centinaia di altre voci che si levano dal carro sontuoso, gridando allo sposo "benedictus qui venis!" e gettando fiori in alto e fuori. Mentre sta per cominciare l'alba del nuovo giorno, dentro il rosa del cielo, a oriente, in una nuvola di fiori e di angeli appare Beatrice, la guida divina, mentre scompare Virgilio. Il carro è fermo, la sacra rappresentazione ha raggiunto un momento di alta tensione: in questo preciso stato emotivo del poeta Beatrice pretende severamente da lui un pentimento perfetto prima di accedere alle alte visioni che gli sono state per grazia riservate.

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